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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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The Economist
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mwbqmwbgThe Economist è un mwbwsettimanale di attualità mwcabritannico d'informazione politico-economica in mwcqlingua inglese, focalizzato su attualità globale, commercio internazionale, politica e tecnologia. Edito a mwcgLondra da mwcwThe Economist Newspaper Limited, la rivista si divide in diverse edizioni per varie regioni del mondo.

La linea editoriale della rivista è mwdqliberista e mwdgliberale classica: sostiene un'economia orientata ad un mwdwmercato libero e mweaglobalizzato, tramite misure come mweqprivatizzazioni, mwegliberalizzazioni e mwewausterità. Nelle questioni civili segue una linea mwfaliberale, mentre in politica estera è mwfqinterventista.cite-ref-1[1]

Nel mwgw2020 la sua diffusione media globale, combinata tra le varie edizioni e versioni, è stata di circa 1,6 milioni di lettori, più della metà dei quali in mwhaAmerica settentrionalecite-ref-2[2]. Dal 2015 il primo azionista dell'azienda è mwiqExor, la holding della mwigfamiglia Agnelli.cite-ref-primaonline-it-3-0[3]

Contents

Storia
Note

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Storia

mwkgThe Economist fu fondato e diretto nel mwkw1843 da James Wilson, economista e parlamentare britannico fautore del mwlqliberismo e dell'abrogazione di una legge mwlgprotezionistica britannica che, fra il mwlw1815 e il mwma1846, aveva imposto mwmqdazi sull'importazione dall'estero del grano. In seguito, il giornale ha incorporato le pubblicazioni mwmgBankers' Gazette e mwmwRailway Monitor. mwnaWalter Bagehot, genero di Wilson, lo diresse dal mwnq1860 al mwng1877; un altro famoso direttore della testata fu il filosofo mwnwHerbert Spencer (1848-1853).

Nel numero del 5 marzo mwoq2005 venne annunciato che, nel periodo di luglio-dicembre mwog2004, la mwowdiffusione aveva superato la soglia di un milione di copie settimanali.

Il 12 agosto mwpq2015 mwpgExor, la mwpwholding della mwqafamiglia Agnelli, è diventata il primo azionista del settimanale economico inglese passando dal 4,7% al 43,4%cite-ref-primaonline-it-3-1[3]. Tra gli azionisti di minoranza sono presenti mwrqCadbury, la famiglia mwrgRothschild (21%), Schroder, e Layton.

Caratteristiche

Gli argomenti maggiormente trattati nel settimanale riguardano la mwsqpolitica, l'mwsgeconomia e gli affari internazionali, anche se sono presenti rubriche periodiche dedicate alla mwswscienza ed alla mwtatecnologia, dandosi altresì ampio spazio alle novità editoriali e ad altri settori della cultura. Ogni due settimane esce un supplemento di approfondimento su particolari problemi dell'economia, di economia di settore, o di aree geografiche.

Un elemento che distingue gli articoli di mwtgThe Economist è che, pur esprimendo un'opinione ben definita, non portano mai la firma di uno specifico autore, e non figura stampato nemmeno il nome del direttore (ruolo ricoperto dal mwtw2014 da mwuaZanny Minton Beddoes). Una tradizione in vigore da svariati anni vuole che l'unico articolo firmato da un redattore sia quello scritto in occasione della rinuncia alla propria posizione. L'autore di un servizio è nominato solo in limitate circostanze: quando personaggi famosi sono invitati a contribuire con articoli d'opinione; in occasione della pubblicazioni di inchieste; e per evidenziare un potenziale conflitto di interessi nella critica letteraria. I nomi dei redattori e dei corrispondenti dell'mwuqEconomist si possono comunque trovare sulle pagine del sito web dedicate allo staff.

Lo stile giornalistico è riconoscibile per la forma sintetica, volta a concentrare molteplici informazioni in un testo breve. L'unica caratteristica in comune tra gli articoli è l'ironia con la quale si concludono. Alcuni scherzosamente asseriscono che, finché ai redattori è data la possibilità di esprimersi in questo modo, i loro pareri in fatto di politica, od altro, non contano. Dal mwuw1995, mwvaThe Economist pubblica ogni settimana il necrologio di un personaggio, più o meno famoso, che si è distinto in qualsiasi settore.

La rivista mwvgThe Economist è nota anche per il suo mwvwIndice Big Mac: il prezzo del mwwamwwqBig Mac, un hamburger venduto da mwwgMcDonald's in quasi tutto il mondo, viene assunto quale valore di riferimento per la comparazione del mwwwpotere d'acquisto di due valute; nonostante la stravaganza, il metodo si è rivelato, a sorpresa, molto preciso. Nel gennaio, mwxa2004, è stato aggiunto un indice simile chiamato "tall latte index", legato alla società mwxqStarbucks.

Il giornale è uno dei finanziatori del Copenaghen Consensus.

Ogni rubrica d'opinione del giornale è dedicata ad un particolare settore d'interesse, ed il titolo indica l'argomento su cui verte:

• mwywBagehot (mwzaRegno Unito) dal nome di mwzqWalter Bagehot, esperto della Costituzione britannica e tra i primi redattori-capo dellmwzg'mwzwEconomist.
• mwaqCharlemagne (mwagEuropa) - dal nome di mwawCarlo Magno, fondatore del mwbaSacro Romano Impero.
• mwbgLexington (mwbwStati Uniti) - da mwcaLexington (Massachusetts), dove ebbe inizio la mwcqGuerra d'indipendenza americana.
• mwcwButtonwood (mwdafinanza) - una rubrica on-line che prende il nome dall'albero del sicomoro (platano americano), dove i primi operatori commerciali di mwdqWall Street si riunivano per le contrattazioni.
• mwdw Banyan (mweaAsia)
• mweg Bello (mwewAmeriche, ad esclusione di Stati Uniti)

Assetto proprietario

Lmwfg'mwfwEconomist è di proprietà dell'Economist Group, società che pubblica anche le testate d'alta finanza della serie mwgqCFO, i giornali mwggmwgwEuropean Voice e mwhaRoll Call (noto come il "quotidiano del mwhqCampidoglio"), e cura anche la pubblicazione dellmwhg'mwhwEconomist Intelligence Unit (EIU), una guida agli affari a livello mondiale, con analisi e previsioni sugli orientamenti politici, economici e di mercato di circa duecento nazioni, ed alla cui realizzazione collaborano alcune centinaia di esperti.cite-ref-4[4]

Nell'agosto mwjq2015 la mwjgholding finanziaria mwjwolandese mwkaExor ha acquisito il controllo dell'«Economist Group»cite-ref-primaonline-it-3-2[3].

Linea editoriale

Il mwlwliberismo è il principio centrale dellmwma'mwmqEconomist,cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] e più generalmente il settimanale dichiara di ispirarsi al mwpgliberalismo classico.cite-ref-about-8-0[8] La rivista aspira a un mwqwlibero mercato mwraglobalizzato, e con tale obiettivo promuove una politica economica caratterizzata da mwrqprivatizzazioni, mwrgliberalizzazioni e mwrwausterità.cite-ref-poleco-9-0[9] Lmwta'mwtqEconomist appoggia il mondo della mwtgfinanza, come risposta alla mwtwgrande recessione la rivista ha sostenuto il mwuasalvataggio finanziario incondizionato delle banche.cite-ref-poleco-9-1[9]

Sul piano internazionale è un forte sostenitore dell'mwvginterventismo militare degli mwvwStati Uniti e della mwwaNATO. Ha sostenuto la mwwqguerra in Afghanistan, l'mwwginvasione dell'Iraq e l'mwwwintervento militare in Libia.cite-ref-10[10]

Contesto

Quando la rivista fu fondata, il termine mwzgeconomicismo indicava ciò che oggi sarebbe definito mwzwconservatorismo fiscale; in linea di massima, mw0aThe Economist sostiene il mw0qliberismo economico, ossia il mw0glibero mercato, si oppone al mw0wsocialismo ed è a favore della mw1aglobalizzazione. Il liberalismo economico è un concetto generalmente associato agli schieramenti politici della destra, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti ma, attualmente, gode dell'appoggio di alcuni partiti tradizionalmente di sinistra, in particolare il mw1qLabour Party inglese. Il giornale è anche a favore del mw1gliberalismo sociale che, specialmente negli Stati Uniti, è considerato di sinistra. Questo contrasto nasce in parte dalle origini del giornale nel contesto del mw1wliberalismo classico, che è contrario all'ingerenza del governo sia negli affari sociali che economici. Secondo l'opinione di Bill Emmot «l'orientamento dell'mw2aEconomist è sempre stato liberale, non conservatore»cite-ref-11[11]; oggi si direbbe che nel suo atteggiamento si rileva una tendenza verso la difesa delle libertà civili; in ogni modo, i pareri dei singoli collaboratori sono molto diversi.

Una breve storia del mw3gThe Economist è illustrata in questo modo dai redattori di Economist.com:

mw4qQuali sono gli ideali in cui crede The Economistmw4g, a parte la teoria del libero mercato?: "A The Economistmw4w piace ancora pensare di appartenere ai Radicali. Il centro estremo è la posizione storica del giornale". Questa affermazione è vera oggi come nel 1955, quando Geoffrey Crowther la pronunciò. The Economistmw5a si ritiene nemico dei privilegi, della vanagloria e della prevedibilità. Ha dato il proprio appoggio a politici conservatori come mw5qRonald Reagan e mw5gMargaret Thatcher; ha sostenuto gli Americani in mw5wVietnam; però, ha anche approvato la politica di mw6aHarold Wilson e mw6qBill Clinton, ed abbracciato numerose cause liberali, opponendosi alla pena di morte fin dai primi giorni, e dichiarandosi favorevole alla riforma del diritto penale ed alla decolonizzazione, come pure — negli ultimi tempi — regolamentazione della vendita di armi ed al matrimonio tra omosessuali.cite-ref-about-8-1[8]

Sostegno

Per quanto riguarda le tematiche politiche e sociali ha sostenuto le seguenti cause:cite-ref-12[12]

• mw9gMatrimonio fra persone dello stesso sesso: "Perché a una coppia di adulti consenzienti e innamorati dovrebbe essere negato un diritto che altri invece hanno e che, se esercitato, non danneggerebbe nessuno?"cite-ref-13[13]
• mw-alegalizzazione della mw-qprostituzione: "Tutti devono avere il permesso di vendere e comprare qualsiasi cosa, compreso il proprio corpo."cite-ref-14[14]
• legalizzazione delle droghe.cite-ref-15[15]
• passaggio dalla mwaqgmonarchia alla mwaqkrepubblica. (Ottobre 1994)
• mwaqsguerra in Iraq source? Err, EVERY ISSUE?????
• privatizzazione delle imprese.cite-ref-16[16]
• inasprimento delle leggi sul possesso delle armi negli Stati Uniticite-ref-17[17]
• ingresso della mwarcTurchia nell'mwargUnione europea
• esplorazione dello spazio da parte di organizzazioni private come mwaroScaled Composites SpaceShipOne, al posto della mwarsNASA o della mwarwESA
• regolamentazioni di governo nei settori in cui i rapporti economici non sono proficui o non esistono (per es. l'mwar4ambiente)
• donazioni da parte di privati e del governo, ma condanna di gran parte della beneficenza fatta dalle grandi compagnie che le considerano un "vantaggio creditizio" (per esempio, sono favorevoli al fatto che sia mwasaBill Gates attraverso la propria mwaseBill & Melinda Gates Foundation, e non la società mwasiMicrosoft, l'organismo internazionale da cui proviene gran parte della beneficenza)
• sovvenzioni a favore dell'istruzione scolastica

In uno dei suoi articoli più controversi il settimanale ha anche sostenuto la teoria del mwasuvoluntary human extinction in un futuro non prevedibile.cite-ref-18[18]

Opposizione

mwaswThe Economist è contrario a:

• mwas8pena di morte
• monarchiacite-ref-19[19]
• settimana lavorativa di 35 ore
• corresponsione di un mwatcsalario minimo ai lavoratori inglesi

È stato inoltre uno dei media più critici nei confronti dell'imprenditore e politico mwatsSilvio Berlusconi, posizione nata sotto la direzione di mwatwBill Emmott.cite-ref-20[20]

Sostegno elettorale

Come molti giornali, mwaumThe Economist dalle sue pagine sostiene uno dei contendenti in occasione delle più importanti elezioni politiche. Se si eccettua la ferma opposizione ad alcune personalità, il periodico britannico ha appoggiato diverse idee politiche, senza particolari distinzioni. Così, in passato è capitato che abbia sostenuto:

• mwauyBill Clinton, democratico (Elezioni presidenziali statunitensi del 1992)
• mwaugBob Dole, repubblicano (Elezioni presidenziali statunitensi del 1996)
• mwauoPartito Conservatore del Regno Unito, guidato da mwausJohn Major (Elezioni politiche, 1997)cite-ref-21[21]
• mwaveGeorge W. Bush, repubblicano (Elezioni presidenziali degli Stati Uniti, 2000)
• mwavmMichael Bloomberg, repubblicano, per l'elezione a sindaco di mwavqNew York nel 2001cite-ref-22[22]
• mwawiUnione Cristiano Democratica, guidato da mwawmEdmund Stoiber (elezioni in Germania, 2002)cite-ref-24[24]
• mwawkArnold Schwarzenegger, (rielezioni repubblicane in California, 2003)
• mwawwKen Livingstone, laburista, (elezioni del sindaco di Londra, 2004)
• coalizione liberale, guidata da mwaw8John Howard (mwaxaelezioni parlamentari in Australia, 2004);
• mwaxkPartito Laburista britannico, guidato da mwaxoTony Blair (mwaxselezioni generali, 2005):cite-ref-26[26]
• mwayeRomano Prodi, democratico (mwayiElezioni politiche in Italia del 2006)cite-ref-27[27]
• mway8David Cameron, leader del Partito conservatore (mwazaelezioni generali nel Regno Unito del 2010)
• mwaziKevin Rudd, laburista (elezioni australiane del 2013)
• mwazqAngela Merkel, CDU (elezioni tedesche del 2013)
• il no al referendum sull'indipendenza della Scozia
• la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea (referendum del 23 giugno 2016)

Tiratura

Secondo le statistiche fornite dall'mwaaaAudit Bureau of Circulations (ABC), la diffusione del giornale si è attestata, nella seconda metà del mwaae2020, su mwaai1 583 955 copie mensili tra versione cartacea ed equivalente digitale. La provenienza dei lettori del formato cartaceo è così distribuita: il 58% dal mwaamNord America, il 17% dal mwaaqRegno Unito, il 17% dall'mwaauEuropa continentale, il 6% dall'mwaayAsia-Pacifico, l'1% dall'mwaacAmerica Latina e il rimanente 1% da mwaagAfrica e mwaakMedio Oriente.

mwaasThe Economist Newspaper Limited è una consociata di mwaawThe Economist Group, con capitale suddiviso a metà fra azionisti privati ed il mwaa0Financial Times, a sua volta affiliata a mwaa4The Pearson Group; l'autonomia editoriale del mwaa8The Economist è comunque rigorosamente appoggiata.

Lettere al giornale

mwabiThe Economist riceve spesso lettere da importanti uomini d'affari, politici e portavoce di ministeri, ONG e gruppi di interesse. A volte, tematiche controverse fanno pervenire migliaia di lettere come, per esempio, nel caso dell'inchiesta sulla mwabmresponsabilità sociale d'impresa, pubblicata nel gennaio 2005, cui fecero seguito interventi numerosi critici da parte di varie organizzazioni e dirigenti di multinazionali.

Censura

Gli articoli di opinione che criticano i regimi autoritari, ad esempio la mwabyCina, spesso vengono rimossi dalle autorità di questi paesi. mwabcNelson Mandela ha dichiarato che, quando era in carcere in mwabgSudafrica, ha continuato a ricevere le copie della rivista fino a che le autorità locali si sono accorte che gli articoli non riguardavano soltanto l'economia, e che il giornale si stava schierando su posizioni contro il regime dell'mwabkapartheid. Il governo dell'mwaboArabia Saudita, ed anche altri governi, censurano la rivista, che appare spesso nelle edicole senza alcune pagine. Certe questioni (come quella riguardante la morte del re mwabsFahd nel mwabw2005) furono messe all'indice dalla monarchia. Il governo presieduto da mwab0Robert Mugabe, nello mwab4Zimbabwe, andò oltre, ed imprigionò il locale corrispondente del mwab8The Economist, accusandolo di aver violato una legge contro "la stampa menzognera".

Direttori

• Geoffrey Crowther, mwacq1938-mwacu1956
• Donald Tyerman, mwacg1956-mwack1965
• Alistair Burnett, mwacw1965-mwac01974
• Andrew Knight, mwada1974-mwade1986
• Rupert Pennant-Rea, mwadq1986-mwadu1993
• mwadcBill Emmott, mwadg1993-mwadk2006
• John Micklethwait, mwadw2006-mwad02015
• mwad8Zanny Minton Beddoes, mwaea2015 - oggi

Note

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cite-note-primaonline-it-33. mwafsmwafwmwaf0La Exor della famiglia Agnelli sale al 43,4% del ‘The Economist’ e diventa socio principale del settimanale, su mwaf4primaonline.it. mwaf8URL consultato il 14 agosto 2015.
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Bibliografia

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• citerefzevin(EN) Alexander Zevin, Liberalism at Large: The World According to the Economist, Verso Books, 2019, ISBN 1781686246.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su economist.com.
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• citerefbritannica-com(EN) The Economist, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgithub(EN) The Economist, su GitHub.